venerdì 25 aprile 2014

25 aprile 2014


                                    Indipendenza insiem a nuovi sogni

Il 25 aprile di 69 anni fa Sandro Pertini annunciava alla radio l’insurrezione generale: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza..."
In questa data storica che sancì la fine della seconda guerra mondiale, ho l`ardire di sperar che a questa ricorrenza si desideri associar anche qualcosa di più, di diverso ed addirittura fors'anche surreale in qualche modo!

E, perché no, spero che di questa data molti desiderino trasmetter ai propri pargoli la forza che c'è nella rinascita, e magari con una fiaba ``ad arte``
In questo giorno ho la speranza che -anche in virtù dei tempi che stiamo vivendo- sia ancora vivo il desiderio di porsi nuovi traguardi, la capacità di creder fra i sogni in quello di realizzar nuovi progetti, tramutando così la speranza in qualcosa
Ne ho trovata una che rappresenta straordinariamente lo stato d'animo che vorrei trasmettere con le parole quest'oggi

L`autrice si chiama Nadia Levato ed è probabilmente sconosciuta ai più, la fiaba Matilde e il lettino è davvero abbastanza corta, eppur in poche frasi trasmette l`incredibile capacità dei bambini di crear pian piano la loro indipendenza mantenendo le caratteristiche salienti dell`infanzia


In una casa un po' strettina viveva una mamma con la sua bambina.Questa bambina aveva un sorriso largo e profondo color fiordaliso.

Quando il sole a sera calava, Matilde dolce si accoccolava. Si accoccolava accanto alla mamma quand'era l'ora di fare la nanna. "Nel mio lettino non voglio stare", diceva alla mamma senza strillare. "Voglio dormire in compagnia, sulle guanciotte di mamma mia"! La mamma un po' si lamentava, ma nel lettone poi la portava.

Tra le lenzuola ed i cuscini, presto arrivavano fate e micini. Arrivavano draghi e cavalieri, bimbi birbanti e grandiosi velieri. Mentre la fiaba la notte cullava, il folletto del sonno negli occhi entrava.

Entrava negli occhi della bambina e richiudeva la porticina, fatta di ciglia e pagliuzze striate, fili d'argento e gocce salate. La mamma in silenzio al buio restava e con un bacio le guance toccava, lambiva di baci quelle manine, paffute e preziose come stelline. Quando al mattino il sole spuntava, la bimba con gioia la mamma svegliava, e la svegliava con così tanto amore che alla mamma scoppiava il cuore!

Poi arrivò la primavera, tutto diverso e tutto com'era. Matilde decise che era momento di affrontare quello "spavento", di fare la nanna tutta da sola, tra i suoi pupazzi e le sue lenzuola. Così la sera prese un po' tempo per digerire quel grande evento.

Sul suo lettino si rannicchiò e con la testa viaggiò un po'. Volò su ali di fate incantate, balzò sul dorso di rane affamate, salì su un albero e lì incontrò un folletto buffo che ronfava un po'. Dopo aver dato alla fantasia spazio risate e un po' di magia, in un bel sonno la bimba crollò ed il folletto nei suoi occhi entrò.

Quando la mamma si ritrovò sola, tra le coperte e le bianche lenzuola, pensò con struggente malinconia al tempo veloce che vola via. Al tempo veloce che di te si fa gioco, ti illude d'eterno ma dura ben poco. Si addormentò un po' corrucciata senza la bimba accoccolata, senza piedino dentro al costato, senza il dolore sul braccio di lato!

Si addormentò pensando ad un visino sfiorare di sogni il suo nuovo lettino.


E dopo una fiaba così intensa, concludo questo mio scritto con una frase di Italo Calvino che a mio modestissimo avviso è altrettanto unica e speciale
"Io credo questo: le fiabe sono vere, sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna"

Buona ricorrenza del 25 aprile

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